SaaSHub, l'elenco di alternative software che Stan Bright ha portato a circa 10.000 $ al mese
Scheda redatta da Alexis Guay, aggiornata il .

SaaSHub è una directory di software: per ogni prodotto mostra le alternative, i confronti e le recensioni. Gli utenti la consultano gratis, i produttori pagano per comparire in evidenza accanto ai concorrenti. Stan Bright, che la gestisce da solo dal 2014, scriveva a giugno 2023 che gli incassi restavano intorno ai 10.000 $ al mese.
Cosa fa
Chi cerca un software di solito parte da quello che già conosce: «alternative a Trello», «Notion vs Obsidian». SaaSHub risponde a queste ricerche con pagine dedicate a ogni prodotto e a ogni categoria. Le liste di alternative si basano su articoli e recensioni raccolti dal web, su algoritmi interni e sui voti degli utenti.
Il contenuto è in gran parte fornito dai produttori. Chiunque può inserire il proprio software con un modulo, e chi verifica la scheda la mantiene aggiornata: ogni trimestre il produttore riceve un’email per confermare prezzi, descrizione e logo con un clic. In cambio ottiene una presenza stabile in pagine visitate da chi sta scegliendo. Il sito offre anche un’estensione per Chrome che mostra le alternative al sito che stai guardando, e un’API.
SaaSHub tiene a definirsi indipendente: i prodotti in evidenza compaiono in spazi dedicati, ma non salgono nelle liste principali perché pagano.
Chi c’è dietro
Stan Bright è un ingegnere del software specializzato in Ruby on Rails e vive a Sydney, in Australia. Sul suo sito racconta di aver avuto l’idea di SaaSHub ad aprile 2014 e di averlo pubblicato a ottobre dello stesso anno. Lavora da solo.
Ha un secondo progetto con la stessa logica, LibHunt, dedicato ai progetti open source. Lì il modello è diverso: invece di piccoli abbonamenti, vende sponsorizzazioni più costose e una tantum.
Come guadagna
La fonte principale sono le schede in evidenza. Un produttore paga una cifra fissa al mese per comparire nella pagina dei prodotti in evidenza, nelle sue categorie e nelle pagine dei concorrenti. Non c’è pagamento a clic: Bright lo presenta come una garanzia contro clic falsi e addebiti a sorpresa. Il prezzo è cambiato nel tempo: a giugno 2023 era salito da 99 a 130 $ al mese per i nuovi clienti, a ottobre 2026 è di nuovo 99 $. Chi era già cliente ha mantenuto la tariffa di partenza.
| Data | Ricavi mensili | Fonte |
|---|---|---|
| Marzo 2021 | circa 2.700 $ | Stan Bright, citato da eBiz Facts |
| Giugno 2023 | circa 10.000 $ | Stan Bright, correzione a eBiz Facts |
Nel 2023 un sito di casi di studio aveva contato 106 schede in evidenza e moltiplicato per il nuovo prezzo, arrivando a 13.780 $. Bright ha corretto: il prezzo era salito solo per i nuovi clienti, quindi il totale restava intorno ai 10.000 $. Aveva già smesso di condividere i dettagli: su Indie Hackers ha spiegato di non credere che pubblicare le statistiche aiuti i suoi progetti.
Nel 2020 aveva scritto un post sul perché non usava il marketing di affiliazione su SaaSHub. Oggi la pagina About avverte che il sito può usare link di affiliazione o promozionali per alcuni prodotti.
Da dove arrivano i clienti
Gli utenti arrivano dalla ricerca organica, con pagine che coincidono con le ricerche di chi confronta software. SaaSHub dichiara oltre 564.000 persone al mese sul sito; secondo Google Analytics i primi paesi per visitatori sono Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, Francia, Italia, Australia, Brasile e India.
I clienti paganti, cioè i produttori, sono attratti da due cose: il traffico di chi sta per comprare e, come spiegava Bright, un link permanente e indicizzabile da un sito con buona autorità. La pagina promozionale mostra anche una stima dei clic mensili attesi per una scheda in evidenza, da 20 a 38.
Cosa si può copiare
- Far scrivere il catalogo a chi ha interesse: i produttori inseriscono e aggiornano le proprie schede. Il lavoro editoriale si riduce alla verifica.
- Un prezzo piccolo e ricorrente: 99 $ al mese è una cifra che un produttore paga senza riunioni. Cento clienti così fanno un reddito.
- Alzare il prezzo solo per i nuovi: mantenere la tariffa dei vecchi clienti riduce gli abbandoni.
- Separare chiaramente pagato e ordinato: dichiarare che le schede in evidenza non cambiano le classifiche protegge la fiducia, che è ciò che porta traffico.
In Italia
SaaSHub è solo in inglese, ma l’Italia è già tra i suoi primi dieci paesi per visitatori. Sulla ricerca «alternative software gestionale confronto recensioni» compaiono portali italiani come ERPSelection, con recensioni e un servizio di selezione per aziende, SoftwareAdvisor, con centinaia di gestionali, e Appvizer, comparatore di origine francese con versione italiana.
Questi siti coprono soprattutto i gestionali e l’ERP. Resta spazio per una directory italiana costruita come SaaSHub, con pagine «alternative a» per i software usati dalle piccole imprese e dai professionisti italiani: fatturazione elettronica, gestionali per studi, software per ristoranti e parrucchieri. Sono categorie dove i produttori sono quasi tutti italiani, i prezzi sono in euro e una scheda in evidenza a poche decine di euro al mese sarebbe facile da vendere.
Fonti
- eBiz Facts, scheda su SaaSHub con la correzione di Stan Bright (2023, aggiornata a marzo 2025)ebizfacts.com
- Indie Hackers, post di Stan Bright sul prezzo delle schede (giugno 2023)indiehackers.com
- Stan Bright, pagina del progetto SaaSHubstanbright.com
- SaaSHub, pagina per promuovere un prodotto (ottobre 2026)saashub.com
- SaaSHub, pagina Aboutsaashub.com
Domande frequenti
Quanto guadagna SaaSHub?
A giugno 2023 Stan Bright scriveva che il totale restava intorno ai 10.000 $ al mese, quasi tutto dalle schede in evidenza. A marzo 2021 aveva condiviso circa 2.700 $ al mese.
Chi ha fondato SaaSHub?
Stan Bright, ingegnere del software che vive a Sydney. Ha avuto l'idea ad aprile 2014 e ha pubblicato il sito a ottobre dello stesso anno; gestisce anche LibHunt, directory di progetti open source.
SaaSHub è usato in Italia?
Sì. Secondo SaaSHub, l'Italia è tra i dieci paesi da cui arrivano più visitatori, anche se il sito è solo in inglese.
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