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Business Noiosi

Key Values, la job board dei valori di team che rendeva 30.000 $ al mese a una sola fondatrice

Scheda redatta da Alexis Guay, aggiornata il .

Fatturato Key Values

circa 30.000 $

Al mese, aprile 2019. Dato dichiarato dal fondatore.

news.ycombinator.com

Home page di Key Values
keyvalues.com com’era ad aprile 2019, dall’archivio di Internet Archive.

Key Values era una job board senza annunci: ogni azienda pagava per una pagina che raccontava come lavora il suo team di ingegneria, e gli sviluppatori la consultavano gratis partendo dai valori che contavano per loro. Ad aprile 2019 la fondatrice, Lynne Tye, parlava di circa 30.000 $ al mese, quasi tutti di profitto, senza un solo dipendente. Oggi il dominio risponde con un messaggio di servizio sospeso.

Cosa fa

Gli annunci per sviluppatori si somigliano: stack, benefit, ufficio luminoso. Chi cerca lavoro vuole sapere altro, per esempio se si può sbagliare senza conseguenze, se un genitore può uscire presto, se il team decide davvero qualcosa. Key Values partiva da queste domande. In homepage l’ingegnere selezionava i valori che gli interessavano da una lista fissa (Work/Life Balance, Ideal for Parents, Flat Organization, Fosters Psychological Safety, EQ > IQ e molti altri) e otteneva solo i team che li avevano scelti.

Ogni azienda sceglieva i propri valori e li spiegava con esempi concreti. Il profilo includeva foto, descrizione del modo di lavorare e una sezione di domande ricorrenti dei candidati, chiamata Culture Queries. Per chi cercava lavoro era tutto gratuito, senza registrazione.

Chi c’è dietro

Lynne Tye non veniva dal software. Ha lasciato un dottorato in neuroscienze alla UCSF, ha lavorato nelle operations di Homejoy, una startup di pulizie a domicilio, e ha imparato a programmare nel 2015. L’idea è nata dalla sua ricerca di lavoro come sviluppatrice: le aziende che le interessavano non spiegavano da nessuna parte come lavoravano.

Ha cominciato a fine marzo 2017, ha lanciato il 5 settembre dello stesso anno su Hacker News, Indie Hackers e Product Hunt e ha iniziato a farsi pagare a gennaio 2018. Lo stesso anno è entrata in Y Combinator, nel batch Winter 2018. Ha sempre lavorato da sola.

Come guadagna

Il modello era una quota fissa per avere il profilo pubblicato, senza commissioni sulle assunzioni. All’inizio costava 1.800 $ per sei mesi o 3.000 $ per un anno. Poi un consulente di vendita le ha suggerito di presentare un listino da 10.000 $ e di concedere sconti solo in cambio di qualcosa: un caso studio, una referenza, contenuti da pubblicare. Con il prezzo alto il confronto non era più con il costo di un annuncio, ma con quello di un recruiter.

I numeri pubblici sono tutti del 2018 e del 2019:

Periodo Dato Fonte
Anno 2018 oltre 100.000 $ di ricavi, quasi tutti nel quarto trimestre Founders Talk
Quarto trimestre 2018 circa 80.000 $ di vendite Indie Hackers Podcast
Marzo 2019 ritmo annuo tra 300.000 e 350.000 $ Indie Hackers Podcast
5 aprile 2019 ritmo annuo di 400.000 $ Indie Hackers
19 aprile 2019 circa 30.000 $ al mese, quasi tutto profitto Hacker News

Dopo il 2019 Tye non ha più pubblicato cifre. A inizio 2026 un utente di Hacker News ha chiesto che fine avesse fatto il sito; dall’archivio delle email del progetto risultava che si era fermato nel 2024. I motivi non sono stati resi pubblici.

Da dove arrivano i clienti

Prima del lancio Tye scriveva alle aziende con email a freddo. Il lancio del settembre 2017 ha invertito il flusso: da lì in poi, ha raccontato, circa il 99% dei clienti arrivava da contatti in entrata. Il resto lo facevano i contenuti e un po’ di SEO, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 2.000 sessioni al giorno.

Il punto interessante è chi leggeva e chi pagava. I lettori erano ingegneri, un pubblico che le aziende faticano a raggiungere con gli annunci. Chi pagava erano le aziende che volevano assumerli, e il sito era nato proprio nei posti che quegli ingegneri frequentano: un lancio riuscito su Hacker News valeva come campagna verso entrambi i lati.

Cosa si può copiare

  • Vendere la pagina, non l’annuncio. Un profilo che resta online un anno si vende a un prezzo che un annuncio da 30 giorni non regge, e non scade quando la posizione viene coperta.
  • Listino alto, sconti barattati. Passare da 3.000 a 10.000 $ di listino concedendo sconti solo in cambio di casi studio o referenze trasforma ogni trattativa in materiale di marketing.
  • Una griglia unica. La lista di valori era insieme il filtro per i candidati e il questionario per le aziende: rendeva confrontabili profili scritti da persone diverse.
  • Il rischio della persona sola. Un catalogo curato a mano, con una sola persona, si ferma quando si ferma lei. Chi riprende l’idea deve pensare fin dall’inizio a chi aggiorna i profili.

In Italia

Sulla ricerca «lavoro sviluppatori aziende cultura valori» i primi risultati in italiano sono le recensioni di Glassdoor.it su singole aziende, come Zucchetti, Deltatre e Lantech Longwave: opinioni anonime di dipendenti, non profili curati e confrontabili. L’employer branding verso gli sviluppatori lo fanno Codemotion, con la piattaforma Talent e progetti dedicati alle aziende, e TechCompenso, che punta sulla trasparenza delle retribuzioni. Molte aziende, come Nethesis, raccontano i propri valori solo nella pagina «lavora con noi».

Manca un catalogo neutrale di team tecnici italiani descritti con la stessa griglia, e la griglia avrebbe voci locali: giorni reali di smart working, RAL dichiarata, contratto applicato (metalmeccanico, commercio, partita IVA), lingua di lavoro, reperibilità. Sono domande che i candidati fanno a ogni colloquio e che negli annunci quasi non compaiono.

Fonti

  1. Hacker News, commento di Lynne Tye su ricavi e margini (aprile 2019)news.ycombinator.com
  2. Indie Hackers Podcast #086, intervista a Lynne Tye (marzo 2019)indiehackers.com
  3. Founders Talk #67, intervista a Lynne Tye (luglio 2019)changelog.com
  4. Indie Hackers, office hours con Lynne Tye (aprile 2019)indiehackers.com
  5. Hacker News, discussione sulla fine di Key Values (2026)news.ycombinator.com

Domande frequenti

Quanto guadagnava Key Values?

Ad aprile 2019 Lynne Tye parlava di circa 30.000 $ al mese, quasi tutti di profitto, e di un ritmo annuo di 400.000 $. Nel 2018 i ricavi avevano superato i 100.000 $.

Chi ha fondato Key Values?

Lynne Tye, ex dottoranda in neuroscienze che ha imparato a programmare nel 2015. Ha lanciato il sito a settembre 2017 e lo ha gestito da sola, senza dipendenti.

Key Values esiste ancora?

No. Il dominio mostra un messaggio di servizio sospeso e, secondo l'archivio delle email del progetto citato su Hacker News nel 2026, il sito si è fermato nel 2024.

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