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Business Noiosi

Come costruiamo il registro

Libro dei conti aperto, scritto a mano: a sinistra la data, al centro il ritratto commissionato, a destra il prezzo in dollari
Il libro dei conti del pittore John Carlin, anni Trenta dell’Ottocento: data, lavoro, prezzo. Ogni riga del registro segue lo stesso schema. Foto: The Metropolitan Museum of Art, CC0.

Cosa entra nel registro

Prodotti online piccoli, che risolvono un problema stretto e hanno almeno una cifra di fatturato pubblica: un’intervista, un post del fondatore, una dashboard aperta, un annuncio di vendita. Niente startup finanziate da centinaia di milioni, niente promesse di guadagno facile.

Nessuno paga per entrare. I casi vengono scelti per i numeri disponibili e per quello che insegnano, non per l’esistenza di un programma di affiliazione.

Da dove vengono le cifre

Ogni scheda indica la fonte della cifra principale, il mese a cui si riferisce e la sua natura. «Dichiarato» significa che il numero viene dal fondatore (intervista, post, dashboard pubblica). «Stima» significa che viene da terzi: database come Latka, annunci di vendita, articoli.

Le fonti sono elencate in fondo a ogni scheda, con link diretto. Quando due fonti non coincidono, teniamo la più recente e lo scriviamo nel testo.

Come leggere i numeri

Il fatturato è lordo: non togliamo costi, tasse o commissioni. Quando la fonte dà solo l’utile, la scheda e il registro lo indicano come tale. Un SaaS a 10.000 $ al mese con un fondatore solo e uno da 10.000 $ con cinque dipendenti non sono la stessa cosa: il team è indicato nella scheda.

Le cifre restano nella valuta originale. Solo per ordinare il registro e calcolare le mediane convertiamo le altre valute in dollari con cambi fissi (1 € = 1,10 $, 1 £ = 1,27 $, 1 A$ = 0,65 $, 1 C$ = 0,73 $) e riportiamo le cifre annuali su base mensile. Prezzi di vendita e totali cumulati finiscono in fondo alla classifica.

La sezione «In Italia»

Per ogni caso cerchiamo su Google.it la query italiana più vicina al prodotto e guardiamo cosa esce: concorrenti locali, versioni tradotte male, siti fermi da anni. La sezione dice chi c’è già e cosa manca, con i nomi. È una fotografia del momento della stesura, non una ricerca di mercato.

Cosa non facciamo

Non verifichiamo bilanci e non abbiamo accesso ai conti dei prodotti descritti. Le schede non sono consigli di investimento né promesse: raccontano casi passati, con i loro limiti.

Correzioni

Sei il fondatore di uno dei prodotti, o hai una fonte più recente? Scrivi a contact@pick-next.com con il link alla scheda: correggiamo e aggiorniamo la data.