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Business Noiosi

Tag Parrot faceva indicizzare le pagine su Google e in un anno era arrivato a 150.000 $ di ricavi annui

Scheda redatta da Alexis Guay, aggiornata il .

Fatturato Tag Parrot

150.000 $

All'anno, febbraio 2024. Dato dichiarato dal fondatore.

x.com

Home page di Tag Parrot
tagparrot.com com’era a febbraio 2024, dall’archivio di Internet Archive.

Tag Parrot risolveva un fastidio concreto di chi pubblica molto: pagine nuove che Google trova ma non indicizza per settimane. Collegavi Search Console e il servizio, ogni giorno, inviava a Google le pagine mancanti. Un anno dopo il lancio, a febbraio 2024, il fondatore Chris Blakey dichiarava 150.000 $ di ricavi annui ricorrenti. Oggi il sito è chiuso e i clienti sono stati rimborsati.

Cosa fa

Chi gestisce un blog, un e-commerce o un sito generato da dati conosce lo stato «Rilevata, ma attualmente non indicizzata» di Search Console. L’unica leva manuale è lo strumento Controllo URL, una pagina alla volta. Tag Parrot automatizzava quel lavoro: leggeva la sitemap, controllava quali pagine non erano ancora nell’indice e le inviava a Google in automatico, ogni giorno, entro un limite di pagine legato al piano.

Il motore era l’API Indexing di Google. La documentazione ufficiale la riserva alle pagine con dati strutturati JobPosting o BroadcastEvent, cioè offerte di lavoro e dirette video, e avverte che le norme antispam si applicano anche a quello che passa da lì. Nella pratica funzionava su qualsiasi pagina, ed è su questo scarto che il servizio è cresciuto.

Chi c’è dietro

Chris Blakey è uno sviluppatore britannico, con base a Buckingham secondo la scheda di Startups.fyi, padre di tre figli. Ha costruito Tag Parrot da solo, la sera, mentre lavorava a tempo pieno. Nei tre anni precedenti aveva lanciato sette prodotti, di cui uno solo aveva fatto qualche soldo. Il servizio è andato online il 19 febbraio 2023. Il suo obiettivo per il 2023, ha scritto, era arrivare a 200 $ al mese.

Come guadagna

Abbonamento mensile, con piani a scaglioni per numero di siti e pagine inviate al giorno. Nell’archivio della pagina prezzi di aprile 2024 si andava da 11 $ al mese per 3 siti e 200 pagine al giorno a 129 $ al mese per 50 siti e 1.000 pagine al giorno. Il limite di 200 pagine al giorno coincide con la quota standard che Google concede a ogni progetto sull’API.

La crescita, secondo i numeri pubblicati dal fondatore:

Data Ricavi ricorrenti
21 giugno 2023 circa 400 $ al mese
Agosto 2023 circa 1.900 $ al mese
Ottobre 2023 8.175 $ al mese (+3.646 $ in un mese)
21 febbraio 2024 150.000 $ all’anno, circa 13.000 $ al mese

A febbraio 2024 Blakey segnalava ancora una crescita di oltre il 20% negli ultimi 30 giorni, nonostante l’arrivo di molti concorrenti. La data esatta della chiusura non è pubblica. La homepage oggi dice che, per recenti cambiamenti da parte di Google, Tag Parrot è chiuso e che tutti gli abbonamenti sono stati annullati e rimborsati.

Da dove arrivano i clienti

I primi mesi sono passati dal racconto pubblico su X: aggiornamenti dei numeri, risposte a chi aveva problemi di indicizzazione. Secondo il fondatore la trazione vera è arrivata fra maggio e giugno 2023, grazie al passaparola e alla SEO che cominciava a funzionare. Il pubblico era fatto di persone che parlano di SEO in pubblico e che consigliano strumenti ad altri: un prodotto per loro si diffonde da solo.

C’era anche un programma di affiliazione gestito con Tolt, oggi chiuso insieme al servizio.

Cosa si può copiare

  • Automatizzare un’azione manuale ripetitiva. Richiedere l’indicizzazione era già possibile a mano, una pagina alla volta. Tag Parrot vendeva la stessa azione fatta ogni giorno senza pensarci.
  • Prezzi agganciati ai limiti tecnici. Gli scaglioni in pagine al giorno seguivano le quote dell’API: il cliente capiva subito cosa comprava.
  • Il rischio piattaforma va scritto nel conto. Il valore del servizio dipendeva da un uso dell’API che Google non riconosce ufficialmente. Quando Google ha cambiato atteggiamento, il prodotto non poteva più funzionare. Un business costruito su una zona grigia di una piattaforma va valutato come se dovesse durare poco.

In Italia

Su «come far indicizzare velocemente le pagine di un sito su google» i risultati in italiano sono le guide ufficiali di Google su Search Console e sitemap e un articolo tradotto di AIOSEO con «10 modi rapidi». Strumenti italiani di indicizzazione automatica non compaiono. Fra i servizi internazionali, Getindexed.io e Zeneth Indexer continuano a usare l’API Indexing; Request Indexing e LaunchScaler avvertono invece che Google la limita a offerte di lavoro e dirette.

Lo spazio rischioso è quello di Tag Parrot. Resta invece quello legittimo, con un limite ufficiale: l’API Indexing per i siti italiani di offerte di lavoro, che ne hanno diritto e spesso non la usano, e il monitoraggio dell’indicizzazione per agenzie e e-commerce, con avvisi quando le pagine escono dall’indice e report in italiano per i clienti.

Fatturato mensile nel tempo

In dollari, dati dichiarati dal fondatore.

  1. giu 2023400
  2. lug 20231.250
  3. ago 20231.900
  4. ott 20238.175
  5. feb 202412.500

Fonte: coffounder.com

Fonti

  1. Chris Blakey su X, 150.000 $ di ricavi annui ricorrenti (febbraio 2024)x.com
  2. Coffounder, cronologia degli MRR pubblicati da Chris Blakey (2023-2024)coffounder.com
  3. Startups.fyi, scheda di Tag Parrot con MRR di agosto 2023startups.fyi
  4. eBiz Facts, l'aggiornamento di ottobre 2023 del fondatoreebizfacts.beehiiv.com
  5. Indexing.io, pagina sulle alternative dopo la chiusura di Tag Parrotindexing.io
  6. Google Search Central, uso consentito dell'API Indexingdevelopers.google.cn

Domande frequenti

Quanto guadagnava Tag Parrot?

A febbraio 2024, un anno dopo il lancio, Chris Blakey dichiarava 150.000 $ di ricavi annui ricorrenti, circa 13.000 $ al mese. A giugno 2023 era a circa 400 $ al mese.

Chi ha creato Tag Parrot?

Chris Blakey, sviluppatore britannico padre di tre figli, che lo ha costruito da solo come progetto serale accanto al lavoro da dipendente. L'ha lanciato il 19 febbraio 2023.

Perché Tag Parrot ha chiuso?

Il sito spiega che, a causa di recenti cambiamenti da parte di Google, il servizio è chiuso e tutti gli abbonamenti sono stati annullati e rimborsati. Si appoggiava all'API Indexing di Google, che ufficialmente serve solo per offerte di lavoro e dirette video.

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