StatusGator ha impiegato tre anni per arrivare a 1.000 $ al mese, oggi supera il milione di ARR
Scheda redatta da Alexis Guay, aggiornata il .
Fatturato StatusGator
oltre 1 mln $
All'anno, settembre 2025. Dato dichiarato dal fondatore.

StatusGator legge le pagine di stato ufficiali di migliaia di servizi cloud (Microsoft 365, Google Workspace, Zoom, AWS, Slack) e avvisa le aziende quando qualcosa smette di funzionare, spesso prima che il fornitore lo ammetta. Lanciato nel 2015 come progetto secondario, ha impiegato tre anni per arrivare a 1.000 $ al mese; a settembre 2025 il cofondatore dichiarava oltre 1 milione di $ di ricavi ricorrenti annui.
Cosa fa
Ogni fornitore di software ha la sua pagina di stato, con formati, ritardi e livelli di sincerità diversi. Un’azienda che usa trenta servizi dovrebbe controllarle tutte quando qualcosa non va. StatusGator le aggrega in un’unica bacheca, manda notifiche via email, SMS, Slack o Microsoft Teams e permette di pubblicare una pagina di stato interna per i dipendenti.
Negli ultimi anni ha aggiunto gli «Early Warning Signals»: quando migliaia di persone cercano sul sito lo stato di Google Meet o segnalano un problema, il sistema capisce che c’è un guasto anche se la pagina ufficiale dice ancora che va tutto bene. Secondo la pagina About oggi monitora oltre 11.000 servizi.
Il cliente tipo non è lo sviluppatore, come pensava all’inizio il fondatore, ma il reparto IT che deve rispondere a centinaia di dipendenti. Sapere subito che Zoom è giù per tutti riduce i ticket di assistenza. Le scuole sono diventate un mercato importante per numero di clienti, insieme a servizi finanziari e studi legali.
Chi c’è dietro
Colin Bartlett è uno sviluppatore con vent’anni di esperienza, all’epoca consulente a contratto. Nel 2014 passò una giornata intera su un bug che dipendeva da un problema noto delle API di Facebook, già annunciato sulla loro pagina di stato. Da lì l’idea di raccogliere quelle pagine e ricevere un avviso a ogni cambiamento. Primo commit a dicembre 2014, primo cliente pagante nella primavera del 2015.
Il prototipo era un insieme di script che leggevano le pagine a intervalli regolari, poi avvolti in una piccola applicazione Ruby on Rails su Heroku. Dal 2015 al 2018 è rimasto un progetto secondario. Nel 2018 è entrato Andy Libby, amico ed ex collega, e i due hanno fondato la holding Nimble Industries. Nel 2025 l’azienda aveva 6 dipendenti a tempo pieno, fondatori compresi, in un team distribuito su più paesi.
Come guadagna
Solo abbonamenti, con un piano gratuito limitato a 3 monitor. Il primo piano costava 9,99 $ al mese; oggi il più economico, Starter, costa 79 $ al mese o 72 $ con pagamento annuale. Sopra ci sono Team, Corporate ed Enterprise, con un percorso di vendita assistita per i contratti più grandi.
| Periodo | Ricavi ricorrenti |
|---|---|
| fine 2018 | 1.000 $ al mese |
| gennaio 2021 | 7.000 $ al mese |
| autunno 2022 | 25.000 $ al mese |
| settembre 2025 | oltre 1 milione di $ all’anno |
La crescita non ha mai avuto un’impennata. L’unico scalino visibile, racconta Bartlett, è arrivato nell’autunno 2023, quando l’azienda ha alzato i prezzi anche ai clienti storici e non solo ai nuovi: alcuni se ne sono andati, ma erano soprattutto clienti poco adatti. In mezzo c’è l’ingresso in TinySeed, l’acceleratore per aziende autofinanziate, unico round della storia di StatusGator, usato per rifare da capo il prodotto con un designer e sviluppatori esterni.
Il piano gratuito resta per una ragione precisa: in una prova di 14 giorni non si può garantire che un grande servizio vada giù. Chi resta gratis per mesi prima o poi riceve un avviso in anticipo e lo fa vedere al capo. Bartlett cita un cliente passato al piano Enterprise dopo tre anni di uso gratuito.
Da dove arrivano i clienti
All’inizio Bartlett considerava la SEO una truffa. I primi utenti sono arrivati da articoli scritti come ospite su altri blog. Poi, quasi per caso, ha creato una pagina per ciascuno dei circa 50 servizi monitorati, elencati in home. Le pagine hanno cominciato a ricevere visite da ricerche come «is GitHub down» o «is Microsoft Teams up».
Quella è diventata la fonte principale: secondo il fondatore circa il 90% della crescita viene da persone che cercano lo stato di un servizio. Oggi ogni pagina mostra lo stato attuale, lo storico dei guasti, le segnalazioni degli utenti e un voto alla puntualità del fornitore nel riconoscere i problemi.
Il rovescio, ammette Bartlett, è che l’azienda vive di fatto su due mercati: il pubblico che visita le pagine e segnala i guasti gratis, e i clienti che pagano per gli avvisi. La SEO necessaria per il primo non ha niente a che fare con il secondo, ed è un lavoro continuo.
Cosa si può copiare
- Un catalogo di pagine generate da dati che si aggiornano da soli. Ogni servizio monitorato è una pagina che risponde a una domanda precisa, e il contenuto cambia ogni giorno senza scrivere articoli.
- Le visite gratuite diventano un dato da vendere. Le ricerche e le segnalazioni del pubblico sono il segnale che rende gli avvisi più rapidi delle pagine ufficiali.
- Cercare chi paga davvero. Il prodotto è nato per sviluppatori, ma il valore più alto era per chi gestisce il supporto a utenti poco tecnici: reparti IT, scuole, studi.
- Alzare i prezzi anche ai clienti esistenti, quando il prodotto vale molto di più di quanto costava. È stato l’unico vero salto della curva.
In Italia
StatusGator non ha una versione italiana. Cercando «microsoft teams non funziona oggi» compaiono la pagina ufficiale di Microsoft, la scheda di StatusGator e quella di Instatus, anche tradotta in italiano. Per i servizi locali esistono siti italiani rivolti al pubblico: ServiStat, che segue anche Aruba, Register.it e Flazio, e Stato Servizi, che raccoglie segnalazioni su Libero Mail, CIE, ID InfoCamere, fascicoli sanitari regionali e il registro elettronico Nuvola. Sono pagine per chi cerca, non strumenti di monitoraggio per le aziende.
Lo spazio sta nel lato a pagamento. Un reparto IT italiano dipende da fornitori che nessun aggregatore internazionale segue bene: PEC di Aruba e Legalmail, Sistema di Interscambio per le fatture elettroniche, SPID e CIE, pagoPA, i portali dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, i registri elettronici delle scuole. Un servizio che li monitora, avvisa su Teams quando sono lenti e conserva lo storico dei disservizi (utile anche per giustificare ritardi su scadenze fiscali) avrebbe clienti naturali negli studi di commercialisti, nelle software house e nelle segreterie scolastiche.
Fatturato mensile nel tempo
In dollari, dati dichiarati dal fondatore.
- fine 20181.000
- gen 20217.000
- aut. 202225.000
Fonte: startupsfortherestofus.com
Fonti
- Startups For the Rest of Us, episodio 798 con Colin Bartlett (settembre 2025)startupsfortherestofus.com
- StatusGator, pagina About con la storia dell'azienda (2026)statusgator.com
- StatusGator, piani e prezzi (2026)statusgator.com
- StatusGator, esempio di pagina di stato per servizio (Microsoft Teams)statusgator.com
Domande frequenti
Quanto guadagna StatusGator?
A settembre 2025 il cofondatore Colin Bartlett parlava di ricavi ricorrenti annui «nella fascia bassa delle sette cifre», cioè oltre 1 milione di $. Nell'autunno 2022 era a 25.000 $ di ricavi ricorrenti mensili.
Chi ha fondato StatusGator?
Colin Bartlett, sviluppatore e consulente, che ha fatto il primo commit a dicembre 2014 e lanciato il servizio nel 2015. Dal 2018 lo gestisce con Andy Libby attraverso la holding Nimble Industries; nel 2025 il team contava 6 dipendenti a tempo pieno.
StatusGator esiste in italiano?
No, il sito è in inglese. In Italia esistono pagine di stato per il pubblico come ServiStat e Stato Servizi, ma non un servizio di monitoraggio dei fornitori pensato per i reparti IT.
Altri casi in Micro SaaS
Tutti i casi in Micro SaaS| Prodotto | Modello | Dal | Fatturato |
|---|---|---|---|
![]() | Abbonamento | 2006 | 150 mln $/anno, stima |
![]() FlipsnackCataloghi, riviste e brochure sfogliabili online a partire da un PDF | Abbonamento | 2011 | 15 mln $/anno |
![]() BuiltWithRileva le tecnologie usate da un sito e vende liste di siti per tecnologia | Abbonamento | 2007 | 14 mln $/anno, stima |
![]() Seats.aeroRicerca istantanea dei posti premio sui principali programmi fedeltà aerei | Abbonamento | 2022 | 8 mln $/anno |
![]() TallyCrea moduli e questionari scrivendo come in un documento, gratis e senza limiti | Abbonamento | 2020 | 501.000 $/mese |




