Pinboard incassa 228.000 $ l'anno vendendo segnalibri a 22 $, senza dipendenti né pubblicità
Scheda redatta da Alexis Guay, aggiornata il .

Pinboard è un servizio di segnalibri online che costa 22 $ all’anno, non mostra pubblicità, non usa tracker ed è gestito da una sola persona dal 2009. Nella tabella che il fondatore pubblica a ogni anniversario, quella di luglio 2024 riporta 228.000 $ di ricavi annuali e 13.000 utenti attivi.
Cosa fa
Si salva un link dal browser con titolo, note e tag, e lo si ritrova mesi o anni dopo con la ricerca. La raccolta può restare privata o diventare pubblica, e si possono seguire i segnalibri di altri utenti. Il piano con archivio, a 39 $ all’anno, conserva una copia di ogni pagina salvata, permette di cercare nel testo completo e segnala i link che nel frattempo sono morti.
L’interfaccia è volutamente spoglia: pagine leggere, poche funzioni, molta velocità. I clienti sono persone che accumulano link per lavoro o per passione: sviluppatori, giornalisti, ricercatori e una comunità di appassionati di fan fiction che usa i tag per catalogare migliaia di racconti.
Chi c’è dietro
Maciej Cegłowski, programmatore polacco-americano, ha scritto Pinboard nella primavera del 2009, in parte per frustrazione verso un redesign di Delicious, il servizio di segnalibri allora dominante, che secondo lui aveva tolto le funzioni più utili. Ha messo online il sito il 9 luglio 2009 da una piccola cucina a Botoșani, in Romania. La società che lo gestisce si chiama Nine Fives Software.
Nella tabella annuale c’è anche una riga «finanziamenti»: zero, ogni anno. Cegłowski è anche saggista e attivista, e lo ha pagato: nel 2019 ha scritto che il 2017 passato a organizzare i lavoratori del settore tech e il 2018 dedicato alla raccolta fondi per le elezioni del Congresso americano avevano fatto infuriare i clienti, e che ora cercava di riconquistarli.
Come guadagna
All’inizio Pinboard chiedeva una quota d’iscrizione una tantum, intorno ai 3 $, che saliva di una frazione di centesimo a ogni nuovo utente: un modo per rallentare la crescita, finanziare lo sviluppo e tenere lontani gli spammer. Pochi mesi dopo è arrivato l’archivio a 25 $ all’anno. A gennaio 2015 il sito è passato a un abbonamento annuale da 11 $ per i nuovi iscritti, e quell’anno i ricavi sono scesi, per poi risalire nel 2016 con i primi rinnovi. Nel 2021 i prezzi sono diventati quelli di oggi, 22 $ e 39 $ all’anno, con sconti per chi paga più anni.
Il fondatore pubblica le cifre ogni luglio, nell’anniversario del lancio:
| Anno | Ricavi | Utenti attivi |
|---|---|---|
| 2010 | 117.000 $ | 2.800 |
| 2013 | 175.000 $ | 23.000 |
| 2015 | 160.000 $ | 25.000 |
| 2017 | 259.000 $ | 29.000 |
| 2019 | 222.000 $ | 19.000 |
| 2020 | 212.000 $ | 19.000 |
| 2021 | 251.000 $ | n.d. |
| 2023 | 293.000 $ | 13.000 |
| 2024 | 228.000 $ | 13.000 |
Nel 2016 Cegłowski stimava i costi di gestione in circa 17.000 $ l’anno. Nel frattempo l’archivio è passato da 24,8 a 104 terabyte, quindi la cifra di oggi è probabilmente più alta, ma non è stata pubblicata.
Da dove arrivano i clienti
Pinboard non fa pubblicità e non punta sulla SEO. La sua crescita è legata quasi tutta agli inciampi del concorrente. A dicembre 2010 trapelò che Yahoo voleva chiudere Delicious: in un mese Pinboard arrivò a 16.000 utenti, con la quota d’iscrizione salita a 9 $. Nel 2011 Delicious fu rilanciato con meno funzioni per l’archivio personale, e arrivò una seconda ondata, soprattutto dalle comunità di fandom. Cegłowski chiese loro cosa volessero e ricevette un documento Google collettivo, ordinato e dettagliato, da cui prese le priorità di sviluppo.
Nel 2017 Pinboard ha comprato Delicious per 35.000 $, secondo The Verge, lo ha messo in sola lettura e ha offerto agli utenti la migrazione. Il resto lo fanno il passaparola e la stampa: in homepage compaiono ancora citazioni di Time, The Guardian e The Economist.
Le difficoltà sono altrove. Gli utenti attivi sono scesi da 29.000 nel 2017 a 13.000 nel 2024, mentre i ricavi sono passati da 259.000 a 228.000 $. A fine 2024 un’ondata di bot ha costretto il fondatore a mettere alcune pagine pubbliche dietro il login, poi riaperte con un CAPTCHA. L’integrazione con Twitter, molto usata, è saltata quando X ha reso proibitivo il prezzo delle sue API.
Cosa si può copiare
- Far pagare dal primo giorno. La quota crescente ha selezionato utenti motivati e ha tenuto fuori lo spam. Senza piano gratuito, il supporto resta gestibile da una persona.
- Vendere un archivio che si accumula. Chi ha salvato anni di link e pagine non cambia servizio a cuor leggero. È per questo che i ricavi hanno retto anche mentre gli utenti attivi si dimezzavano.
- Essere pronti quando il leader inciampa. Le ondate di iscrizioni sono arrivate da Delicious. Ogni chiusura o peggioramento di un servizio gratuito apre una finestra simile per chi è già online con un’alternativa a pagamento.
In Italia
Sulle ricerche «alternativa a Pinboard segnalibri» e «salvare segnalibri online» compaiono Marqly, che ha una pagina in italiano e punta sui tag generati con l’AI, Linkflare, tradotto in italiano, e mymarks, in inglese, che si presenta proprio come alternativa a Pinboard con server nell’Unione europea. Cercando «archiviare pagine web» escono invece la Wayback Machine, archive.today, una guida di Kaspersky e il servizio di web archiving della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, riservato agli enti. Nessun servizio nato in Italia tra i primi risultati.
Lo spazio c’è per un prodotto più verticale: un archivio a pagamento di pagine web per chi ha bisogno di copie datate e ricercabili, come avvocati, giornalisti e ricercatori, con interfaccia italiana e dati in Europa. La chiusura di Pocket, decisa da Mozilla nel 2025, ha lasciato in giro molti utenti con una libreria da trasferire.
Fatturato annuo nel tempo
In dollari, dati dichiarati dal fondatore.
- 2010117.000
- 2013175.000
- 2015160.000
- 2017259.000
- 2019222.000
- 2020212.000
- 2021251.000
- 2023293.000
- 2024228.000
Fonte: x.com
Fonti
- Pinboard su X, tabella dei 15 anni con ricavi e utenti attivi (luglio 2024)x.com
- Blog di Pinboard, «Pinboard is Eleven», statistiche 2010-2020 (2020)blog.pinboard.in
- Blog di Pinboard, «Pinboard Turns Seven», ricavi e costi di gestione (2016)blog.pinboard.in
- Blog di Pinboard, «I can't stop winning!», il calo degli utenti (2019)blog.pinboard.in
- The Verge, intervista a Maciej Cegłowski sull'acquisto di Delicious (2017)theverge.com
- Pinboard, pagina About con i prezzi attualipinboard.in
- Blog di Pinboard, bot, CAPTCHA e account regalo (gennaio 2025)blog.pinboard.in
Domande frequenti
Quanto guadagna Pinboard?
Nella tabella pubblicata dal fondatore a luglio 2024 i ricavi annuali sono 228.000 $, dopo i 293.000 $ dell'anno precedente. Nel 2016 Cegłowski stimava i costi di gestione in circa 17.000 $ l'anno.
Chi ha fondato Pinboard?
Maciej Cegłowski, programmatore polacco-americano. Ha lanciato il sito il 9 luglio 2009 e lo gestisce da solo, senza finanziamenti esterni.
Pinboard esiste in italiano?
No. L'interfaccia è disponibile in inglese, francese, giapponese, tedesco, russo e polacco. Tra i gestori di segnalibri con una pagina in italiano compaiono Marqly e Linkflare.
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