Bear Blog, la piattaforma di blog senza fronzoli che paga lo stipendio al suo unico sviluppatore
Scheda redatta da Alexis Guay, aggiornata il .

Bear Blog è una piattaforma per tenere un blog che toglie quasi tutto: niente tracker, niente JavaScript, pagine da circa 2,7 kB. Nel 2023 una stima di terze parti la dava a circa 5.000 $ al mese di abbonamenti. Il fondatore, Herman Martinus, non pubblica i numeri: scrive solo che il progetto gli paga «un buon stipendio» e lo gestisce da solo, da Città del Capo.
Cosa fa
Ti registri in pochi secondi, scegli un sottodominio su bearblog.dev e scrivi in Markdown. Il risultato è una pagina di testo che si carica all’istante su qualsiasi dispositivo, con feed RSS e Atom, temi gratuiti e un feed di scoperta dove compaiono i post degli altri utenti. Non c’è un editor visuale, non ci sono plugin da installare, non ci sono finestre che chiedono l’iscrizione a una newsletter.
Gli utenti sono sviluppatori, scrittori e persone stanche di WordPress o di Substack: vogliono un posto dove pubblicare testo e nient’altro. Il manifesto del sito promette di non vendere dati, di non mostrare pubblicità e di non tracciare i lettori. Le statistiche di visita esistono, ma sono calcolate lato server.
Chi c’è dietro
Herman Martinus è uno sviluppatore sudafricano. Dopo l’università ha lavorato su giochi VR e mobile, poi come sviluppatore front-end per una startup in remoto. Nel 2020 viveva già di JustSketchMe, uno strumento web per mettere in posa manichini 3D, pensato per gli illustratori.
A maggio 2020, durante il lockdown, voleva sistemare il suo blog personale e non trovava uno strumento abbastanza essenziale. Lo ha scritto in Django in un weekend e lo ha pubblicato su Hacker News. È rimasto in prima pagina per circa 24 ore: circa 50.000 visitatori unici, circa 1.200 iscrizioni, un server da potenziare in corsa e 130 record DNS da correggere a mano.
Bear non ha dipendenti e non accetta contributi al codice. A settembre 2025 Martinus ha cambiato la licenza da MIT a una variante della Elastic License, che vieta di offrire il software come servizio ospitato, dopo che alcuni avevano clonato il progetto per fargli concorrenza.
Come guadagna
Il modello è freemium. Il blog base è gratuito. L’upgrade aggiunge il dominio personalizzato, l’indicizzazione sui motori di ricerca e nel feed di scoperta, fino a 10 siti, il caricamento di file, statistiche più dettagliate, la raccolta di iscritti via email e la possibilità di togliere il marchio Bear. Oggi costa 6 $ al mese, 49 $ all’anno o 189 $ una volta sola, con codici sconto per parità di potere d’acquisto per chi arriva da paesi con redditi più bassi. Nel 2023 l’upgrade costava 5 $ al mese.
All’inizio il progetto viveva di donazioni, e Martinus ha scoperto presto che il 99,9% delle persone non paga per qualcosa che può avere gratis. Nello stesso periodo le richieste di assistenza erano quasi tutte su come configurare i DNS del proprio dominio. La soluzione è stata lo «sponsorware»: il dominio personalizzato riservato a chi sostiene il progetto. Gli sponsor sono aumentati abbastanza da giustificare il tempo speso a spiegare i DNS, e da lì è nato l’abbonamento.
| Data | Indicatore | Fonte |
|---|---|---|
| Maggio 2020 | circa 1.200 iscrizioni nelle prime 24 ore | fondatore |
| Maggio 2022 | circa 5.500 blog sulla piattaforma | fondatore |
| 2023 | circa 5.000 $ al mese di abbonamenti | stima di terze parti |
| Ottobre 2025 | «un buon stipendio» | fondatore |
In un’intervista del 2023 Martinus parlava di ricavi in crescita di circa il 10% al mese. I costi restano bassi perché la piattaforma ospita quasi solo testo.
Da dove arrivano i clienti
- Hacker News: il lancio del 2020 e, nel 2025, il post sul cambio di licenza, letto oltre 120.000 volte tra Hacker News, Lobsters, Tildes e Reddit.
- Il blog del fondatore: Martinus lo indica come prima fonte di traffico. Scrive uno o due post al mese su problemi concreti, come lo spam, i bot o le scelte tecniche, e i lettori li condividono.
- I blog degli utenti: ogni blog gratuito porta il marchio Bear e alimenta il feed di scoperta. Più persone scrivono, più persone scoprono la piattaforma.
Lo spam è il prezzo di questo circolo. Nel 2021 circa il 20% dei nuovi blog era spam di backlink, creato da persone reali che vendono link su Fiverr. Ogni blog nuovo resta invisibile ai motori di ricerca finché Martinus non lo approva da una schermata di revisione che gli richiede 15-20 minuti a settimana. Nel 2025 sono arrivati anche i bot aggressivi: in un solo giorno ha bloccato quasi 2 milioni di richieste malevole.
Cosa si può copiare
- Il prodotto si definisce per quello che non fa. Ogni funzione chiesta e rifiutata rafforza la promessa del sito.
- Si paga quello che costa davvero: il dominio personalizzato genera assistenza, quindi è nel piano a pagamento.
- Il prezzo a vita intercetta chi diffida degli abbonamenti, molto comune nel pubblico tecnico.
- Il fondatore racconta in pubblico i problemi del prodotto, e quei post sono il marketing.
- La moderazione manuale, se resa veloce, protegge il dominio e il posizionamento di tutti i blog ospitati.
In Italia
Cercando «aprire un blog gratis senza pubblicità» escono soprattutto piattaforme italiane nate nel Fediverso: NoBlogo.org, LOG di Livello Segreto e SharedBlog.it. Sono istanze di WriteFreely, software open source, gratuite, senza tracciamento, con accesso su invito o tramite l’iscrizione a un’associazione. Accanto compare Mataroa, piattaforma internazionale in inglese con un piano premium da 9 $ all’anno.
Le opzioni italiane sono progetti volontari: niente piano a pagamento, niente dominio personalizzato, niente assistenza. Lo spazio libero è proprio quello che Bear fa pagare: un blog minimale in italiano con dominio proprio, configurazione DNS guidata e supporto nella stessa lingua, per professionisti, scrittori e piccoli studi che non vogliono WordPress. Il pubblico è più piccolo di quello anglofono, quindi il conto torna solo con costi da progetto personale.
Fonti
- Blog di Herman Martinus, il lancio su Hacker News (2020)herman.bearblog.dev
- Blog di Herman Martinus, come si gestisce una piattaforma di blog (2022)herman.bearblog.dev
- Blog di Herman Martinus, il passaggio alla licenza source-available (2025)herman.bearblog.dev
- Blog di Herman Martinus, MicroConf Europe e stato del progetto (2025)herman.bearblog.dev
- Codice sorgente di Bear, pagina di upgrade con i prezzigithub.com
- Startups.fyi, stima dei ricavi mensili (2023)startups.fyi
Domande frequenti
Quanto guadagna Bear Blog?
Non ci sono dati ufficiali. Una stima di terze parti del 2023 parla di circa 5.000 $ al mese di abbonamenti. Il fondatore, Herman Martinus, scrive solo che Bear gli paga un buon stipendio.
Quanto costa Bear Blog?
Il blog base è gratuito. L'upgrade con dominio personalizzato, statistiche e raccolta di iscritti costa 6 $ al mese, 49 $ all'anno oppure 189 $ una volta sola.
Esiste un'alternativa italiana a Bear Blog?
Sì, ma sono progetti volontari e gratuiti: NoBlogo.org, LOG e SharedBlog.it, basati su WriteFreely. Nessuno vende un piano a pagamento con dominio personalizzato.
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